«Ciao, questo asteroide è la tua zolla abitativa. Io dovrò salvare i superstiti, il tuo compito sarà costruirgli una nuova casa». È Capitan Fabulous a parlare, e la missione è chiara: la Terra è allagata e i superstiti da recuperare. Ma per fortuna arrivano i Supernauts, i super-astronauti che costruiranno un pianeta nuovo di zecca. Il videogioco, sviluppato in Finlandia e già distribuito in Nuova Zelanda e Canada, e che abbiamo provato in anteprima, sbarca oggi in Europa, Italia compresa. Blocco per blocco, mattone su mattone, l’utente ricostruirà l’ambiente terrestre devastato, accumulando punti ad ogni missione proprio con l’aiuto di Capitan Fabulous. L’obiettivo è restituire le città ai loro abitanti, mettendo alla prova l’abilità degli utenti-costruttori con più di 80 missioni da giocare, per costruire nuovi mondi 3D e conoscere altri giocatori con cui collaborare.

Dalla Finlandia allo spazio

Proprio l’interazione è al centro della strategia di Grand Cru Games, la startup finlandese che ha sviluppato il social game, già disponibile anche su Facebook attraverso l’app dedicata. « La maggior parte dei giochi viene sviluppata a parte dai content creators e gli utenti giocano con qualcosa di già pronto. Ma se giocando, puoi allo stesso tempo creare qualcosa da solo, è tutto più coinvolgente e interessante», ci racconta @MarkusPasula, Ceo della compagnia che sviluppato Supernauts. Dopo Rovio con Angry Birds, e Supercell con Hay Day e Clash of Clans, la Finlandia si conferma terra promessa dei videogiochi social (170 sviluppatori, 1700 dipendenti in totale). «In realtà il nostro modello è Minecraft (15 milioni di copie, già un libro e un film all’attivo sul videogioco). Ci siamo chiesti: cosa vorranno fare gli utenti? Interagire, ci siamo risposti, perciò il nostro motto è: crea», continua il Ceo.Supernauts è nato tre anni fa da un’idea di Pasula assieme ad altri sette collaboratori della startup. Ma solo dopo il primo anno – dedicato in realtà alla raccolta fondi – il videogame ha cominciato a prendere forma. Grand Cru, la società principale, ha raccolto complessivamente 11 milioni di dollari sul mercato, e può vantare tra i finanziatori anche Nokia Growth Partners, la filiale investimenti del gigante finlandese. «Nokia non ha investito direttamente su Supernauts, ma ci ha dato 2 milioni di dollari per lo sviluppo di Grand Cru (altri 2,5 milioni sono arrivati da Qualcomm Ventures, 4 dalla francese Idinvest Partners, ndr). Tuttavia Supernauts deve molto a Nokia, perché l’ultimo giro di raccolta fondi era mirato essenzialmente allo sviluppo di nuovi social game. E Nokia ha deciso di partecipare proprio in quel momento», conferma Markus Pasula. Nonostante l’esposizione importante nei confronti della startup finlandese, però, al momento non verrà rilasciata una versione di Supernauts anche per Nokia e Windows Phone.

Tutto gratis

Ma la startup finlandese non nasconde le aspettative sull’impatto che avrà il videogame. Al momento risultano attivi circa cinquemila utenti, che giocano a Supernauts ogni giorno. Ma l’obiettivo, neanche di lungo termine, è arrivare a dieci milioni di astronauti-costruttori nel giro di un anno, probabilmente grazie alla cassa di risonanza garantita dallo sbarco sul sistema iOs. «Abbiamo già lanciato decine di giochi per mobile, ma abbiamo pensato a Supernauts come a qualcosa di più grande e innovativo per l’universo di smartphone e tablet. Si tratterà di un gioco da giocare per anni, come World of Warcraft, in cui l’interazione tra utenti sarà la chiave del successo. I giocatori dovranno essere entusiasti di usare i contenuti, ma ne dovranno avere sempre di nuovi, compresa l’opportunità di crearne loro stessi», continua Pasula. Anche per questa ragione, il modello scelto è freemium, ovvero download gratuito del gioco, ma contenuti extra rilasciati di continuo e a pagamento. «La maggioranza degli utenti giocherà senza pagare. Se poi vorrà personalizzare l’esperienza e renderla più veloce con altri strumenti di gioco, pagherà qualcosa». Menzione speciale, infine, per l’Italia, da sempre in testa alle classifiche per la concentrazione di smartphone e tablet tra la popolazione. «Anche in passato con altri videogame, in Italia gli utenti mobile ci hanno dato grande soddisfazione. Consideriamo l’Italia un ottimo mercato e anche se abbiamo effettuato una ricerca per valutare l’impatto del gioco, la storia delle nostre pubblicazioni ci assicura che gli italiani hanno sempre preferito i videogame semplici e immediati», conclude il Ceo di Grand Cru. Così per scoprire se gli italiani riusciranno davvero a salvare la Terra, non resta che rimboccarsi le maniche e trasformassi in super-astronauti.